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ELEZIONI A ROMA -MARCIARE DIVISI PER COLPIRE UNITI?
02.02.2008

In questi giorni si parla con sempre maggior insistenza della possibilità che a Roma si voti per il futuro Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale e dei Consigli municipali.
A Roma secondo le ultime stime, ci sono circa 70.000 cittadini romeni in regola e che avrebbero quindi diritto a votare ed ad essere votati.
Il Pir cercherà di assicurare la candidatura di un cittadino romeno per le elezioni al Comune e cercherà di presentare candidati anche nei Municipi dove la presenza della comunità romena è rilevante.
Queste candidature saranno funzionali al progetto politco del Pir,nel senso che i candidati saranno espressione di un tentativo di rappresentare politicamente la comunità italo romena all'interno delle istituzioni locali.
Riteniamo infatti che la presenza di un consigliere comunale e di alcuni consiglieri municipali romeni a Roma,possano aiutare la comunità italo romena sia a tutelare i propri diritti civili,dal lavoro alle pari opportunità ,sia a coinvolgere positivamente la comunità nella vita del Comune dove si vive e lavora.
Per poter solo provare a far decollare questo progetto servirebbe intanto far iscrivere tutti gli aventi diritti alle liste elettorali aggiunte,altrimenti pur avendone
in astratto diritto, i cittadini romeni non potranno esercitare il loro diritto al voto.
Abbiamo già visto come nelle elezioni di maggio si sia verificato un cocktail di menefreghsimo da parte dei cittadini romeni, che pensavano non fosse loro interesse parteciapre al voto e di discriminazione posta in essere da tanti comuni che hanno di fatto impedito l'iscrizione e la candidatura di quei pochi che
invece volevano sentirsi dei citatdini comunitari al 100%.
Su 560.000 cittadinini romeni in regola a maggio votarono in poche centinaia.
Questo disinteresse fece capire a tutti che la ,comunità romena non aveva e non voleva avere alcun peso politico, ragion per cui tutti i politici italiani e di conseguenza i mass media,si sono divertiti a sparare addosso alla comunità romena.
I risultati li abbiamo visti in questi mesi.Speriamo che la lezione sia servita.Solo dimostrando coesione,solidarietà ed acquisendo un minimo di peso politico, si può sperare di essere rispettati e tutelati nella società italiana.Non è giusto ma è così e credo che ormai in molti lo stiano capendo.
A Roma la comunità ha l'occasione per dimostarre di aver capito la lezione e di coagulare e far convergere tutto il proprio peso politico ed elettorale,che sarebbe rilevante e probabilmente decisivo per l'elezione del Sindaco,verso un unico progetto politico.
Anche le istituzioni romene hanno lanciato in questi mesi precisi segnali verso una auspicata unione poltiica della comunità,che è la strada obbligata per contare veramente qualcosa e per essere rispettati.
Sinora abbiamo assistito ad una mancanza di coordinamento e parliamoci chiaro,anche di volontà,ad unire gli sforzi di associazioni,organizzazioni ed anche dei singoli in un contesto che prevedesse la ricerca di un bene e la difesa di un interesse comune.
Ognuno sinora è andato per la sua strada,chi facendo cose positive,chi disperdendo energie e risorse,chi magari impegnato a guadagnare una supremazia sugli altri più che a ricercare una strategia comune.
Questo atteggiamento si è verificato anche a livello politico nelle elezioni di maggio, dove in molti hanno perseguito legittimi interessi personali candidandosi in questo o quel partito,magari facendo la guerra proprio ad altri candidati romeni,arrivando ad ottenere il nulla del nulla sia per se che per gli altri.
Speriamo che la lezione sia servita,non ci credo ma ci spero.
Il Pir lanciaun appello a tutti quelli che sono interessati a partecipare alle elezioni a Roma,siamo ancora in tempo per preparare una lista che comprenda tutti coloro che vogliano impegnarsi per il bene comune : dimostrare che la comunità romena sà unirsi
per difendere i propri diritti e la prorpia dignità,sin troppo calpestata negli ultimi tempi.
Sarà anche l'occasione per lanciare un segnale forte a tutta la diaspora romena ad organizzarsi ed a combattere le proprie batatglie democratiche nei paesi,sopratutto quelli comunitari, dove il diritto al voto può essere un arma formidabile,senza piangersi addosso od aspettare aiuti esterni che non possono arrivare e che non arriveranno mai.
Mi auguro che le tante Asosciazioni romene di Roma,che sinora hanno marciato divise in tutti i sensi, sappiano stringersi in un comune impegno: portare insieme la gente ad iscriversi alle liste elettorali ed a votare i candidati che possono ancora essere una espressione comune e condivisa se c'è ne è la volontà.
L'impegno comune potrà ridare forza e coraggio ad una comunità che si sente abbandonata da tutti, ma che è anche in fuga da se stessa, perchè quando non ci si interessa a nulla ed a nessuno è come essere già morti.
Come disse Mao, marciare divisi per colpire uniti,questo è il messaggio che mandiamo a tutte le associazioni ed a tutti i membri della comunità italo romena.
Se poi continueremo a registrare la mancanza di volontà ad unirsi ed a colpire uniti quando bisogna colpire,in senso democratico,quando il diritto al voto e le elezioni ne danno la possibilità...vorrà dire che la maggior parte della comunità è contenta così...ed alla
fine ce ne faremo una ragione anche noi.
Ma la speranza è l'ulitma a morire,anche gli egocentrismi ed i personalismi non avrebbero senso nel nulla del nulla a cui è avviata la comunità se non si inverte la marcia e non si cambia una mentalità egoistica e sterile che non ha prodotto niente di buono nè per i singoli nè per la comunità.

 

Giancarlo Germani  


Sursa: www.identitatearomaneasca.it


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